L’Italia si può vantare di avere eccelsi musicisti da esibire nella sua storia. Con orgoglio possiamo parlare di Verdi o di Puccini, di Bellini o Leoncavallo, solo per citarne alcuni, ma il seme che ha fatto germogliare tale arte, nacque proprio nella Roma antica, con lyre e chitare, sambuche e pandore.
La capitale, dopo millenni, è ancora luogo in cui la musica troneggia, con il suo linguaggio universale: si va dalla stagione di musica classica o jazz al Teatro dell’Opera, dai concerti moderni ai cantanti e ai gruppi genuinamente romani.
Nei secoli le strofe in romanesco ci hanno accompagnato e lo fanno tuttora, con splendidi stornelli che ancora sanno commuoverci e prenderci.
La musica e i concerti non sono solo ricreazione, le note hanno la capacità di aprire gli animi e commuovere.
La musica esprime e coinvolge, parla alle capacità volitive e suscita sentimenti. Nondimeno, porre l’orecchio in ascolto ed educarlo ad aborrire il tanto chiasso di oggi, imparando a gustare le melodie è cosa assai importante.
Oggi giorno siamo invasi dalla musica, alla radio, alla tv, in giro per i negozi, ma poche volte siamo capaci di capire il vero linguaggio di essa: la musica va saputa ascoltare. E’ un’arte eccelsa e fantastica, anche molto educativa.
La musica può servire da supporto psicologico mentre si è impegnati in certi lavori, può rasserenarci, può aumentare l’attenzione quando ce n’è bisogno: pare ad esempio che l’ascolto di Mozart sia particolarmente adatto per richiamare alla concentrazione.
La musica è sia necessaria allo sviluppo personale, che parte fondamentale dell’espressione culturale collettiva. Ascoltare un bel concerto può servire a rilassarsi dopo una tensione, può riempirci di pace o attivarci e regalarci vivacità quando siamo stanchi o tristi.
Per la formazione integrale della persona la musica è insomma necessaria. Basta assistere all’esibizione di un’orchestra per capire come i vari strumentisti debbano collaborare in euritmia, perché la musica è espressione che viene dal cuore.
La musica è un insieme di codici e segni, ma una volta decodificati ci danno in dotazione un patrimonio linguistico da coltivare e valorizzare a prò della crescita personale e della sensibilità.
Imparare ad ascoltare la musica insegna l’armonia, migliora la percezione di sé, del proprio corpo, del ritmo e dello spazio.
Tempo, melodia e armonia sono componenti essenziali della vita psicologica di ognuno, perché la musica è istanza naturale dell’uomo.
La musica è disciplina interiore e senso del bello, essa serve anche per capire e leggere l’ambiente fisico e sociale.
Roma, tanto ricca di appuntamenti musicali vi chiama all’ascolto.
di Roberto Bianchi